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Svedesi, con l'abitudine di mandare nel maggio del 2004 meravigliosi demo alla Fat cat ed esserne all'istante arruolati, gli svedesi Amandine lasciano intuire dietro la cristallina purezza del loro lp d'esordio grandissime potenzialità nell'ambito dell'alternative country/americana. Americana? In fondo, non suonare pop in Svezia è davvero alternative!

 

 

 
 

Discografia:

This is where our hearts collide (Fat cat , 2005)

Sito Ufficiale:
www.amandinemusic.com

 
 

 

 
 

This is where our hearts collide
(Fat cat , 2005)

 
 

Gli Amandine appartengono alla categoria vieppiù diffusa delle bands che riescono a suonare, con un buon equilibrio naturale, al confine fra due generi forti quali pop e country.
Pop e country insieme assomigliano un po' al folk, ma allora perché non tagliare corto e riferirsi al cosidetto alternative country?
Infatti: gli Amandine sono una alternative country band, ma...

Se li paragoniamo ai ben più inquieti Okkervil River ne escono un po' ridimensionati e a noi non va, così per partito preso sgambettare ai nastri di partenza una band che inizia ad affinare la propria sensibilità strumentale.
Del resto i toni intimisti qui sono parecchio più diffusi, e a differenza di quei texani che amano scorrazzare su e giù per le scale musicali gli Amandine preferiscono fare il nido su piccole porzioni di spartito, abbellendo come prima di una recita nataliza la sala ove dovranno poi esibirsi per la piccola comunità.

Toni pastoriali, lunghe e calde diffusioni di accordion, un po' di banjo e glockenspiel e poi spruzzatine di theremin sono le spezie di questo disco fortemente poggiato invece su ligie chitarrine elettriche pigramente arpeggiate, accordi di acustica a piene mani e il confortevole apporto del pianoforte.
Il tutto quasi sempre spazzolato da una batteria che sa di grano a perdita d'occhio.

"Stitches" in questo senso è esemplare, oltre che parecchio ben riuscita: tutti gli strumenti vi dicono la loro parte armoniosamente, creando una suggestione incantevolmente pomeridiana, come a sentire gracidare le raganelle davanti ad uno stagno immobile.
Di secondaria importanza (data la sconfinata quiete) sembra ancora che gli Amandine stentino un po' nel creare melodie degne di memoria. Si accontentano di far funzionare e rendere scorrevole il tutto, drappeggiandone le vesti con grazia e gusto spiccato.
E se probabilmente occorre essere dell'umore giusto per apprezzare "This is where our hearts collide" da cima a fondo - intendasi un umore figlio della stanchezza ed avvolto nel crepuscolo dorato di una giornata d'autunno - non occorre certo un grande sforzo di creatività recensoria per prospettare ai nostri amici svedesi grandi margini di perfezionamento non tanto stilistico quanto compositivo.
E un tratto di originalità già è rintracciabile nell'essere gli Amandine svedesi e non pop!
In soldoni: questo disco è veramente, lisciamente, delicatamente grazioso da ascoltare, a meno che non abbiate voglia di instant melodies.
Allora sarà meglio rivolgervi altrove.

Alessandro