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...A Toys Orchestra dalla
terra campana, nascono nel 1998 dalle ceneri della band Mesuild.
Sono in cinque: Enzo Moretto a voce, chitarre, piano e synt,
Ilaria D'angelis a voce, synt, chitarra e basso, Fausto Ferrara
(ingresso avvenuto tra primo e secondo album della band, nel
2001) a piano ed elettronica, Raffaele Benevento, basso e
chitarra, e Fabrizio Verta alla batteria.
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Mrs. Macabrette ha tre piume nere sul cappello, bottoni di vetro sul petto e foglie morte sul vestito. I cipressi si inchinano al suo passaggio e salici crescono dove cadono le sue lacrime. Mrs. Macabrette č uno dei personaggi surreali e poetici - sempre sull'orlo del baratro o gią precipitati - presenti in Technicolor Dreams, terzo album (il secondo per Urtovox) degli A Toys Orchestra. Il collettivo campano la incontra dopo quasi dieci anni di attivitą (1998), segnati da numerosi premi, ingressi (Fausto Ferrara, Andrea Perillo) e partenze (Fabrizio Verta) e da un'intensa attivitą live che li ha portati a toccare le 160 date nella stagione 2005/2006. La signora dalle gambe ricoperte d'edera - che sparge crisantemi lungo il suo cammino - č accompagnata da Dustin O'Halloran, anima e corpo degli splendidi Devics, qui in veste di produttore artistico. L'incontro, che avviene in Italia (negli studi di Faenza e Bologna), dą vita e forma alla mirabile ispirazione della band - a tratti drammatica e teatrale - attraverso un songwriting di altissima caratura internazionale (i cui principali modelli di riferimento sono da rinvenire nella scena indie texana e canadese), che si fonde alla perfezione con una tessitura musicale costituita da arrangiamenti superbi e lavori di cesello (in particolare, la quasi-strumentale "Panic Attack #3"). Quello che viene fuori sono tredici gemme di vari colori e sfumature - dai tratti marcatamente rock - che porta l'inverno fino alle ossa. Il piano č l'elemento dominante e trascinante delle composizioni - il vento dell'Ovest che tutto trascina con sč. Ad esso viene aggiunta una strumentazione classica (chitarre, basso, batteria) ed elettronica (synth, drum machines, campanellini, ecc.). Tredici tonalitą di colori e suoni che vanno dalle emo-zioni in stile Wolf Parade di "Cornice Dance" e "Bug Embrace" alla new wave sghemba dei Sunset Rubdown dello stesso Spencer Krug ("Ease Off The Bit"), passando per le marce simil-Beirut di "Mrs. Macabrette" e "Santa Barbara", fino ai richiami Shearwater di "Invisible" e "Be 4 I Walk Away".
Va detto che Mrs. Macabrette non conosce la differenza tra i mesi e gli anni - ogni giorno potrebbe essere il suo compleanno. E sebbene scambi il giorno per la notte, siamo certi che sul frutto - amaro - di quest'incontro difficilmente cadrą la polvere; e che non sarą semplice per chiunque altro - in Italia ed all'estero - strapparle un altro sorriso.
PaMeLlO
In questo secondo lavoro pubblicato nel 2004, .A Toys Orchestra sorprendono sviluppando sensibilmente le proprie sonorità, assecondando decisamente molteplici spinte e pulsioni, aggressività e candore, conviventi disinvolte in uno stesso brano.
Un'imprevedibilità salutare e sempre sorprendente, che ricorda gli esuberanti collage di psichedelia, i micro poemi sinfonici a base di forsennati ibridi linguistici di Fiery Furnaces.
In questo "Cookoo Boohoo" il costante passaggio tra diversi registri musicali -pop, rock, elettronica, folk - e camuffamenti stilistici -hi e low-fi- avviene senza macchie -contrariamente a ciò che si penserebbe-, con naturalezza e armonia che sottendono invisibili fili di congiunzione tra gli elementi.
Tra i giochi vocali "immersivi" e le aperture strumentali sorprendenti (l'incipit stralunato di "radio tsunami", il pianoforte rimanda spesso a stili di autori di contemporanea), troviamo ballate alla Mercury Rev corali -e Delgados a discendere- nella cadenza ipnotica e spettrale di "radio tsunami", "hengie: queen of the border line", "1000 flaming dragonflies"-, i giochi elettronici dei Super Furry Animals, forme ora ordinate ora impazzite -nell'ubriacante "peter pan syndrome"- e nel calderone di "loco motive", reame di perlacei vocalismi femminili quanto di assalti chitarristici hard e trasfigurazioni vocali low-fi (un po' didascaliche su "lucky man", ma è una pratica invariabilmente abusata in tanti gruppi della penisola). Nel finale questi segni accumulati si assimilano e si volgono in sparute corde di pianoforte.
A questo proposito, assolutamente avvolgenti le figure melodiche apportate Fausto Ferrara assieme all'"ospite" Luca Romano su "three withered roses", tenue e angoletto di ricognizione, suggestivo interludio miniatura.
Il complesso dell'album "Cookoo Boohoo" è frastornante ma ineccepibile. .A Toys Orchestra diventano una delle band italiane più complete da me ascoltate, tra le più consapevoli e scaltre a padroneggiare un intero macrocosmo musicale, giustamente ambiziose e abilmente e tese a una pratica polimorfa di tutta credibilità.
Fabio |