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Esordienti
e tedeschi di Berlino, dolcemente pop, insieme a Sarah immersi
nel sunshine. |
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Non
sarà facile descrivere questo disco, come non sarebbe facile
descrivere un disco che meriti un posto speciale in un posto che
non vorremmo conoscere mai troppo bene.
C'è una spiaggia ed è la nostra mente.
Ci sono migliaia di persone e non riusciamo a trovare un posto libero,
persino fra le nostre preferenze.
E' come guardare gli scaffali che reggono la nostra collezione di
cd. Come fare a chiedere loro, ottenendone una risposta, cui
prodest?
Eppure i berlinesi Avocadoclub sfoggiano palette e secchielli di
pregevolissima fattura, con disegni astrattamente colorati, con
trame delicate e soggetti tradizionali.
Collocabili fra la personalità classicamente articolata di
vecchie glorie d'un sunshine pop dal vago sapore anti-ingenuo
(chessò i Game Theory di Scott Miller..e anche la voce di
Bendrik Muhs sembra indicare fortemente il paragone) e progressismi
melodici evoluti come quelli dei gallesi Gorky's Zygotic Mynci -
nondimeno gli Avocadoclub non avrebbero attirato più di tanto
l'attenzione se fossero precipitati nel roster della Sarah
Records.
Hanno quel languidume acustico che colpisce i nostalgici, quel non
so che che innamora troppo velocemente le ragazze del bagnasciuga.
Tutto questo a prima vista, sulla spiaggia.
Si parte dai colori sgargianti e dalla malinconia del crepuscolo
e si dà per scontata la Grazia.
Invece mi pare di poter dire che un po' di circospezione sarebbe
d'uopo.
Tenerezza e suonino sembrano vaporeggiare un po' troppo, canone
e savoir faire che apprezziamo profondamente celano ancora
qualche incertezza compositiva e una indistinzione eccessiva in
mezzo alle statue del tempio che si vorrebbe omaggiare.
Facce di bronzo.
Nessun pezzo ci spingerebbe a gridare al capolavoro, eppure ci rimane
il sospetto che qualcosa di molto positivo sia qui all'opera e che
citare un gruppo esordiente sia gran distinzione.
Saper resistere alla tentazione e aspettare il prossimo giro.
Che poi magari cambieremo noi, passeremo ai superalcolici.
Alessandro
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