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Technicolour
Dream di Roma erano originariamente un duo composto da Fabio
Porretti (chitarra) e Marco Conti (basso e voce); i due amici,
entrambi classe 1961, cominciarono a suonare assieme nel 1976,
seppur con diversi nomi: Phosphorescent Cat, fino al 1979
e dopo un'interruzione, Chokin' Spires, dal 1983 al 1984.
Con la nuova denominazione Technicolour Dream (omaggio a un
famoso festival psichedelico londinese del 1967) e con la
formazione completata da Paolo Conti alla batteria (fratello
di Marco), i romani esordirono all'interno della compilation
Eighties colours, pubblicata dalla Electric Eye di Claudio
Sorge (il brano è Vinyl solution). In quello stesso
1985, con il supporto di Alessandro D'Aloia alla batteria,
i Technicolour Dream incisero il loro primo album, Pretty
Tomorrow, prodotto da Federico Guglielmi e pubblicato dalla
High Rise dello stesso produttore e giornalista. Con la fine
dell'avventura Technicolour Dream, Porretti formò i
Magic Potion e Conti i Pale Dawn. Dopo molti anni e diverse
vicende, musicali e non, Porretti e Conti hanno riformato
i Technicolour Dream nel 2002, con Stefano Martinelli al basso
(e Marco Conti concentrato esclusivamente sulla voce) e Massimo
Palego già batterista dei Magic Potion alla batteria
e percussioni e voce. Questa ultima formazione a realizzato
il secondo album dal titolo OUT OF SIGHT uscito a marzo 2007
autoprodotto |
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"Honesty
and enthusiasm of middle-aged kids".
Così Marco Conti, in calce alle preziose liner notes di "Out of sight", secondo lp dei Technicolour Dream in
ventidue anni.
E sono tutti qui onestà ed entusiasmo, nei quarantasette
minuti e nelle nove tracce di questo pregevole ritorno discografico,
la cui genealogia altro non è che la storia d'un ramo prioritario
della neopsichedelia italiana degli eighties, nelle gesta
dei suoi due fondatori: il vocalist Marco Conti, appunto,
e il chitarrista Fabio Porretti.
Potremmo anche chiamare il gruppo qui all'opra "supergruppo",
data la presenza d'un altro reduce della neopsichedelia romana:
il batterista Max Palego, già nei Magic Potion insieme a
Porretti.
Chi già conosce l'oggi pressoché introvabile primo
capitolo dei nostri, quel "Pretty Tomorrow" che nel 1985
svezzò la capitale ai suoni d'una psichedelia rivista ed
aggiornata a stilemi nuovi (e mi perdonerà Marco, a modo
loro anche un po' wave) non trasalirà più
di tanto nel ritrovare i Techicolour Dream esattamente nel punto
in cui li aveva lasciati, con parecchi anni in più sulle
spalle, i capelli bianchi sul retrocopertina e suoni ugualmente
graffianti, acidi, genuinamente rock e psichedelici, nonostante
oggi come allora la produzione non suoni esattamente lussureggiante.
Al contrario: il tutto ha un po' il sapore d'una demo ben
incisa, pulita ma niente più, i suoni non assecondano invece
una materia sonora in continua fibrillazione, che pulsa di squarci
lisergici e richiami ad un solido rock'n roll, che esprimono un
gusto collaudato e un'esperienza ormai trentennale.
Conti e Porretti si spartiscono testi e musiche, ma anche Palego ed il
bassista Stefano Martinelli (autore del retrocopertina -il front è di Paola
Salvatori- nonché autore delle copertine dei Magic Potion e di alcuni
interventi al violoncello sul loro primo disco -qui siamo alla filologia!-)
partecipano con due ottime composizioni; il primo con "I can see the sun"
(ed il suo basso caracollante), il secondo con "Doggone" (con intro dal
piglio quasi jazz).
Il disco fila via su sentieri già battuti, dal gruppo e dalla
storia del rock ma indubitabilmente liquidare così la faccenda
non rende merito allo spirito dell'operazione.
Verosimilmente questo disco è un sentito omaggio dei suoi
autori alla musica da sempre amata (potete immaginare l'origine
della crasi che diede il titolo a "Pretty Tomorrow"?)
e un tributo amorevole a se stessi, che non hanno raccolto quando
era assai più probabile che lo facessero ed oggi invece ognuno
a rincorrere i suoi guai...
"Out of sight" è un simbolo, una medaglia al valore,
un vessillo, una bandiera.
Qualcosa di cui andare estremamente fieri, musicalmente e spiritualmente.
Alessandro
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